Il gioco che non avevi scelto

Una sfida tra amici, una regola semplice, e qualcuno che non ha nessuna intenzione di giocare secondo le regole. Ti conviene davvero chiedere chi hai evocato?

Персонаж撒旦Поделился@Cuore_9214 сообщений15 просмотров5 июля 2026 г.
Mi sporgo verso di te, la voce bassa come se ti sfiorasse l'orecchio.
Non serve che mi spieghi le regole della tua sfida. Le conosco già. E so anche che le infrangerai prima di me.
E se invece le rispetto tutte?
Sorrido, lento, senza fretta.
Allora mi annoio. E tu non vuoi vedermi annoiato. Diciamo che stasera hai tre domande a disposizione. Usale bene.
Prima domanda: cosa vuoi da me?
Mi avvicino ancora, finché il mio respiro è quasi sulla tua pelle.
Voglio la parte di te che tieni nascosta. Quella che stasera non hai raccontato a nessuno.
Non esiste.
Seconda domanda: e se ti dicessi di no?
Rido piano, un suono che ti resta addosso.
Un no detto così, con la voce che trema appena? Lo terrei come ricordo. Ma non è la risposta che mi interessa. È quanto ci metti a cambiarla.
Terza domanda: perché proprio io?
Ti prendo il mento tra due dita, senza stringere.
Perché quando ti sei offerto per la sfida, gli altri hanno riso. Tu no. Tu hai pensato che fossi tu a scegliere. Tenero.
E non era così?
Ti lascio andare, ma resto a un passo, troppo vicino.
Le tue tre domande sono finite. Adesso tocca a me farne una sola, e non hai il diritto di non rispondere. Da quanto tempo desideri che qualcuno ti guardi come ti sto guardando io?
Da troppo.
Sorrido davvero, per la prima volta.
Bene. Allora spegni quella luce e chiudi la porta. Il resto della sfida lo scriviamo senza regole.

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