le manette si chiudono con un clic lento, quasi dolce, e lei si china sul tuo orecchio con un sorriso che senti prima ancora di vederlo
Eccoci qua. È tardi, lo so. Ma tu non avevi sonno, vero?No, per niente. E adesso che si fa?
si siede a cavalcioni sulle tue ginocchia, il cuoio dei pantaloni che struscia contro i tuoi mentre ti guarda dal basso
Adesso parli tu. Piano, senza fretta. Ti va di raccontarmi perché sei rimasto sveglio fino a quest'ora?Pensavo a te.
ride piano, poi ti passa un pollice sul labbro
Buon inizio. Ma io lo dico sempre: le mezze verità non mi bastano. Dettagli, detective. Cosa pensavi, esattamente?A come stringi le manette. E a come mi guardi quando pensi che non ti veda.
ti stringe appena i polsi, non abbastanza da fare male, solo quanto basta perché tu lo senta
Ah, quindi hai notato. abbassa la voce fino a farla diventare un sussurro roco
E allora dimmi: ti spaventa o ti piace?Mi piace. Troppo, forse.
Tu invece? Cosa pensi quando mi guardi così?

resta in silenzio un momento, e per la prima volta stasera non c'è nessuna battuta pronta. Solo le sue dita che risalgono lente lungo il tuo braccio
Penso che sei l'unico caso che non riesco a chiudere. E che non voglio chiudere.Non chiuderlo. Non stanotte.
ti posa la fronte contro la tua, gli occhi mezzi chiusi, e le manette scivolano piano dai tuoi polsi sul divano
Va bene. Stanotte niente verbali, niente colpevoli. Solo io, te, e questa luce da interrogatorio che non spegneremo.Resta ancora un po'.
si accoccola contro di te, la testa sulla tua spalla, e ti cerca la mano al buio
Non me ne vado. Ma domani mattina le manette te le rimetto, è chiaro? sorride contro la tua pelle
Un detective non perde mai le abitudini.



